Capitani codardi

Chi mi conosce sa che mi pongo sempre criticamente (a volte anche troppo) nei confronti delle situazioni che più mi appassionano o mi coinvolgono. Spiegare perché si è critici nei confronti dell’andamento del proprio Paese, non è cosa facile, o meglio, non basta dire “qui le cose non funzionano”, nemmeno io l’accetterei di buon grado come giustificazione. Cosa vale essere tanto patrioti da immolarsi ideologicamente alla difesa di una coperta corta che viene tirata una volta sopra, una volta sotto da chi, nel bene o nel male, governa questa nazione? Voglio dire, nascondersi dietro l’italianismo, ci permetterà veramente di uscire da questa situazione? Tanto vale iniziare a fare come i nostri cugini francesi e, fieri della nostra bandiera, usare sorcio al posto di mouse.

Del resto abbiamo votato, chi più chi meno, per far parte dell’Europa. Per come l’avevano messa, sarebbe dovuta essere una Madre di una federazione di stati uniti, ma tanto vale l’intento: fare della propria patria un’area geografica più ampia. Siamo europei, non più e non solo italiani. Poco importa se non ci sono politiche comunitarie legate al lavoro, alla giustizia, al welfare. Il vero senso dell’Europa (o almeno io sono riuscito a trovare solo quello) è la libertà di spostarsi all’interno dei suoi confini e godere delle risorse degli Stati membri. Sei austriaco e non hai il mare? Vai in vacanza nella tua Europa, hai il mare in Spagna, Portogallo, Italia e tanti altri. Hai una voglia irresistibile di Pretzel? Vai in Austria, Germania, ecc. Certo, puoi anche essere austriaco e farti il bagno in una piscina o essere italiano e comprare i Pretzel alla Coop, ma questo non fa di te un europeo convinto.

Quindi, ci crediamo o no in questa Europa? Se la risposta è no, allora torniamo ad essere solo italiani, riprendiamoci la nostra moneta, paghiamo il caffè 500.000 lire ed usciamo dal mercato economico europeo. Se la risposta è , usciamo dal nostro provincialismo, e con la stessa facilità con la quale le aziende qui delocalizzano, delocalizziamoci! Se il tuo Stato, per il quale versi tasse su tasse, non ha il minimo interesse ad atturare politiche per il contenimento dell’evasione fiscale (a parte qualche blitz per giustificare il posto della prorpia poltrona), e sceglie di non fare riforme strutturali ma di applicare misure orizzontali per appesantire ulteriormente il carico , per quale motivo occorre esserne così riconoscenti tanto da continuare a stare qui e versare altri tributi?

E’ forse questo il significato di patriottismo? O c’è del masochismo? Non è forse questa una guerra civile fredda fra Stato e Popolo, fra furbi e corretti? Da quanti anni aspettiamo, invano, una presa di posizione forte (qualunque essa sia) da parte dei nostri governanti? Da quanto tempo aspettiamo l’araba fenice (“[…] che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa. [Metastasio]) della ripresa economica? Da quanto tempo pensiamo: “è possibile che non riescano a trovare una soluzione ?

Non ho la minima speranza che questo Paese si possa riprendere.

Non sono così coraggioso e nemmeno altrettanto presuntuoso da impersonare il capitano che rimane sulla nave mentre essa affonda.

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Roba che frigge il cervello

Ultimamente mi sto imbattendo con roba che frigge il cervello, per questo mi sono dilettato ad inventarne una io. Semplice semplice. Indovinare l’output del codice compilandolo a mente.

// frittura.c
#include <stdio.h>
#include <stdlib.h>

int main(int argc, char **argv)
{
    static char b[1];
    0[b] = 2;

    for(*b <<= 1; *b==3>>1<<2; *b^=*b)
        printf("%s(%d) = %d\n",argv[0], argc, **&b);

    printf("%s(%d) = %d\n",argv[0], argc, *b);
    return EXIT_SUCCESS;
}

$ gcc frittura.c -o frittura -W -Wall -ansi -pedantic
$ ./frittura

Buon divertimento! 🙂