Io non ho paura di lasciare l’Italia

Eccomi di nuovo qui a scrivere qualcosa di personale e di politico.

Sono appena tornato da una vacanza in Svizzera, paese della cioccolata, del Gruyère, delle valli verdi, delle cime innevate… La mia vacanza è stata una vera maratona a tappe forzate, ho visitato: Lugano e Locarno nell’italianissimo Ticino, Lucerna e Winterthur , le cascate di Sciaffusa e l’isola di Mainau, la capitale Berna, Losanna, Gruyère e Vevey della parte francese. E’ stato un fantastico viaggio in compagnia di mia moglie.

Ogni volta che si passano i confini italiani, la sensazione è sempre la stessa: gli altri popoli hanno un maggior senso di civiltà, di cordialità che rende l’ambiente più vivibile. Tutto (o quasi) funziona come dovrebbe o magari come avresti immaginato in qualche discorso con gli amici. Il traffico, sebbene intenso nelle città più grandi, lascia sempre spazio per una o due corsie per le piste ciclabili, si possono chiedere informazioni in Inglese.

Poi torno in Italia e dopo varie imprecazioni per l’ingresso e l’uscita della circonvallazione di Milano, mi ritrovo in un Paese dove le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono queste: “Cercate un lavoro all’estero” (fonte1, fonte2, fonte3), “non abbiate paura di andare all’estero“.

E allora mi chiedo se proprio in questa occasione io non debba seguire il consiglio datomi da una delle più alte cariche dello Stato in cui risiedo, ho cittadinanza e natali. La scelta potrebbe partire da alcune indagini recenti:

La scelta potrebbe non essere così difficile e sinceramente ne ho abbastanza di questo Paese. Certo lascerei il mare, i bellissimi borghi, la cucina mediterranea, ma abbraccerei altrettante nuove peculiarità dei Paesi che mi possono ospitare.

E allora ecco una mia auto-intervista che, spero, riesca a raccogliere le mie riflessioni sul tema.

Perché emigrare?

Le motivazioni sono tante, credo che la realizzazione personale e della propria famiglia sia al vertice della classifica. Nulla di anormale: avere una casa, un lavoro, del tempo libero e avere le libertà, i doveri e i diritti su di essi. L’Italia attualmente riesce a stento a garantire il diritto al lavoro e il Paese ha un alto tasso di disoccupazione, per molte professioni non riesce a garantire un compenso adeguato alle potenzialità individuali e per molte altre professioni non ha saputo creare un vero collegamento fra università e mondo del lavoro. La pressione fiscale è molto alta sia per lavoratori dipendenti che liberi professionisti, i servizi si pagano tanto e molte volte non valgono quanto pagato. Il welfare ha subito tagli notevoli e sussidi sociali basilari sono a rischio. La burocrazia è lenta, malfunzionante e complicata. L’accesso alla rete Internet non è allineato con gli altri Paesi europei ed è in mano ad un’azienda monopolistica privata.

Dove emigrare?

Per varie ragioni in cima alle mie preferenze c’è la Svizzera.

Quale lavoro da emigrato?

Nei sogni di molti viene associata l’emigrazione al cambiare vita. Io non faccio questa associazione perché amo molto il mio lavoro di Emebedded Linux Specialist e voglio continuare a farlo sia qui che in un altro Paese. Se l’emigrazione dovesse essere però subordinata ad un cambiamento di lavoro, non sarà un problema inserire la mia nuova mansione fra le cose a cui abituarsi.

Pronto ad emigrare?

Credo sia da ipocriti dire di essere felici e pronti ad abbandonare la propria Patria. Ci si può, però, domandare se si vuole investire il proprio futuro e quello della propria famiglia in un Paese come l’Italia. Questo credo sia lecito qualora ci si accorga che il bene della famiglia è in pericolo. Allora sì che si è davvero pronti ad emigrare! Per il bene della famiglia IO sono pronto ad emigrare!

Quando emigrare?

Prima che le condizioni di cui sopra diventino troppo gravi o mal gestibili. E comunque, immagino non prima di aver trovato una sistemazione ed un lavoro.

7 pensieri su “Io non ho paura di lasciare l’Italia

  1. Ti (e vi) faccio tanti auguri.
    Ho diversi amici che sono emigrati per guadagnare di più.
    In realtà un buon lavoro lo avrebbero trovato ache in Italia, soprattutto al Nord.

    La mia unica considerazione personale è che la Svizzera non sarebbe certamente la mia prima scelta, e dovendo abbandonare parenti e amici sceglierei sicuramente la cultura anglosassone, a me più congeniale.
    Quindi USA o UK.

    In bocca al lupo.

  2. Ciao,
    guarda, io e mia moglie siamo vissuti diversi anni a Monaco di Baviera e capisco benissimo ciò che dici!
    I primi due anni dal rientro in Italia li abbiamo passati a fare paragoni. Ora sono 5 anni che siamo tornati, ma siamo sempre vicini all’idea di lasciare questo povero paese.
    Oltre alle cose che scrivi tu, potrei aggiungerne anche io molte conferme. Il problema siamo noi, il “popolo” italiano. Ho scritto “popolo” perché in effetti non siamo “popolo”, ma un guazzabuglio di individualità che pensano ciascuno a se stesso e per il resto chi se ne frega. Inoltre la scarsa educazione civica che ci è stata imposta da sempre, non ci da senso critico e la sensazione che tutto ci passa sopra la testa, ma non capiamo che se siamo sottopagati una ragione ci deve essere, se non troviamo lavoro idem, se i posti di comando sono in mano ai soliti noti, noi ci limitiamo a “fare i furbi” in ogni occasione non capendo che è proprio questa mentalità da furbi che in realtà ci fa essere fessi.
    Scusate il fervore, ma gli italiani hanno delle notevoli capacità (in fatti gli italiani all’esterno fanno bella figura), ma in patria siamo destinati al fallimento, come stato e come popolo. Scusate, ma ormai la penso così. Spero che un giorno qualcuno mi contraddica con i fatti.
    Grazie
    “Un Italiano deluso”

  3. Ok, ne parliamo di persona durante le vacanze estive, quando verremo a trovarvi, che ne dici?
    Chissà che non ne venga fuori qualcosa di interessante…

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