Non è tutto oro quello che è cromato

A pochi istanti dall’uscita del nuovo browser di casa Google (Google Chrome) voglio pubblicamente motivare la mia scelta anticipata (Google Chrome non è ancora disponibile per GNU/Linux) di rimanere con Firefox come browser predefinito. Parte delle mie motivazioni riguardano alcuni dubbi sui Termini di servizio di Google Chrome. Mi riferisco ai punti:

  • 11.1 L’utente è proprietario del copyright e di qualsiasi altro diritto già posseduto sui Contenuti inviati, pubblicati o visualizzati su o tramite i Servizi. Inviando, pubblicando o visualizzando i Contenuti, l’utente concede a Google una licenza perenne, irrevocabile, internazionale, non soggetta a diritti d’autore e non esclusiva per riprodurre, adattare, modificare, tradurre, pubblicare, eseguire in pubblico, visualizzare pubblicamente e distribuire qualsiasi Contenuto inviato, pubblicato o visualizzato su o tramite i Servizi. Detta licenza ha il solo scopo di autorizzare Google a visualizzare, distribuire e promuovere i Servizi e può essere revocata per alcuni Servizi, come definito nei Termini aggiuntivi dei Servizi in oggetto.
  • 12.1 Il Software utilizzato dall’utente può scaricare e installare automaticamente aggiornamenti resi disponibili di volta in volta da Google. Tali aggiornamenti sono studiati per migliorare, potenziare e ulteriormente sviluppare i Servizi e possono assumere la forma di correzioni bug, funzioni potenziate, nuovi moduli software e versioni completamente nuove. L’utente accetta di ricevere tali aggiornamenti (e autorizza Google a fornirli) come parte dell’utilizzo dei Servizi.
  • 17.1, 17.2 Alcuni Servizi sono finanziati dalle entrate derivanti dalla pubblicità e possono visualizzare annunci pubblicitari e promozioni. Tali annunci pubblicitari possono essere mirati al contenuto delle informazioni memorizzate nei Servizi, a ricerche effettuate tramite i Servizi o ad altre informazioni. Lo stile, le modalità e l’ambito degli annunci di Google sui Servizi sono soggetti a modifica senza specifico preavviso all’utente.

Detto questo lo vedo più come un’interfaccia al motore di rendering HTML Webkit usato, quest’ultimo, non solo nel browser Safari di casa Apple, ma anche nei dispositivi Nokia della serie S60. La velocità e la correttezza di rendering del browser Chrome, quindi, è data principalmente dall’integrazione di Webkit che, ricordo, è un progetto Open Source.

Dando a Cesare ciò che è di Cesare, chrome integra alcune feature che ritengo di qualche interesse:

  • Separazione dei processi relativamente alle schede di navigazione.
  • Integrazione di una virtual machine javascript.

Per gli utenti GNU/Linux che vogliono provare l’ebbrezza di utilizzare un browser basato su Webkit posso suggerire alcune prove. Mi riferisco per comodità ad istruzioni per la distribuzione Ubuntu:

$ sudo apt-get install libwebkitgtk1d

Si tratta delle libreria Webkit per Gtk+ che include un applicativo di esempio. Per lanciarlo sarà sufficiente il comando:

$ /usr/lib/WebKit/GtkLauncher

Altra prova, sempre usando le librerie Webkit, si può fare installando il browser Midori

$ sudo apt-get install midori

Si tratta di un browser minimale, ma con tanto di navigazione a schede, e casella di ricerca.

Non mi rimane altro che aspettare altri commenti su questo e altri blog…nel frattempo buona navigazione!

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